Ius and bit cambia URL

domenica, 8 febbraio 2009

Vi informo che il blog prosegue la sua attività e sarà raggiungibile a questo URL www.iusandbit.it oppure www.iusandbit.eu.


Safer Internet Day 2009

mercoledì, 4 febbraio 2009

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Il 10 febbraio 2009 si celebrerà il 6° Safer Internet Day. Ma che cos’è il Safer Internet Day?

Il Safer Internet Day è una giornata europea che si svolge ogni anno nel mese di febbraio (solitamente il 10 febbraio) per promuovere l’uso più sicuro e responsabile delle tecnologie on-line e della telefonia mobile, soprattutto tra i bambini e i giovani di tutto il mondo.

È un’iniziativa sorta nel 2004 che ha visto una partecipazione via via crescente, tanto che si sono visti i risultati di un generale coinvolgimento di genitori, insegnanti, studenti, aziende e istituzioni. Difatti, nel 2008 per il Safer Internet Day più di 120 organizzazioni in 56 paesi, a livello locale, nazionale e pan-europeo, hanno preso parte a eventi sulla sicurezza nelle scuole, a sessioni di concorsi per i giovani, a pubbliche riunioni e a conferenze.


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L’aspetto interessante di questo evento è che si tiene lo stesso giorno contemporaneamente in più Paesi europei. In Italia il Safer Internet Day è organizzato da ADICONSUM e Save the Children e si celebrerà il 10 febbraio alle ore 10.30 a Roma in via della Consolazione 4, presso la Sala Gonzaga del Comando di Polizia Municipale. In tale occasione interverranno l’On. Mara Carfagna, Ministro delle Pari Opportunità, l’On. Paolo Romani, Sottosegretario Ministero Sviluppo economico, l’On. Roberta Angelilli, Europarlamentare, Domenico Vulpiani, Direttore della Polizia Postale e telecomunicazioni, Franco Mugerli, Presidente Comitato media e minori, Luca Borgomeo, Presidente Consiglio Nazionale Utenti. Modera Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia e conclude Paolo Landi, Segretario generale di Adiconsum.

Lo stesso 10 febbraio in Lussemburgo, proprio per il Safer Internet Day, avrà luogo una cerimonia durante la quale le aziende che rappresentano i provider di Socia Network firmeranno un documento contenente i principi generali (sono 7 in tutto) impegnandosi a rispettarli. Tale evento vedrà la partecipazione del Commissario Europeo Viviane Reding. Il documento che verrà sottoscritto è frutto del lavoro di una task force europea, convocata dalla Commissione Europea nell’ambito del progetto Safer Internet Plus, ed è finalizzato a massimizzare la sicurezza nell’uso dei social network.


Telecomunicazioni: richiesta della Commissione UE all’AGCOM

sabato, 31 gennaio 2009

In una lettera resa pubblica il 28 gennaio 2009, la Commissione europea ha chiesto all’AGCOM (Autorità italiana per le Garanzie nelle Comunicazioni) di non autorizzare Telecom Italia ad aumentare le tariffe che applica ai concorrenti per accedere alla propria rete telefonica (i cosiddetti “canoni di accesso disaggregato”) fino a quando non saranno disponibili i dati verificati che giustifichino tale aumento. Secondo l’AGCOM, il proposto aumento sarà più aderente ai costi reali con maggiore esattezza. La Commissione ritiene che il metodo di calcolo dei costi adoperato dalle autorità di regolazione sia fondamentale nel determinare il prezzo delle tariffe all’ingrosso fra gli operatori. La Commissione chiede quindi all’AGCOM di basare la regolamentazione di questo prezzo su dati verificati ed invita le autorità europee di regolamentazione delle telecomunicazioni a partecipare alla messa a punto di un metodo coerente di calcolo dei prezzi di accesso alle reti locali degli operatori storici.

“È di fondamentale importanza che il prezzo fatturato dagli operatori storici delle comunicazioni degli Stati membri dell’Unione europea ai propri concorrenti per poter accedere alla rete locale sia equo; questa è la condicio sine qua non del potenziamento della concorrenza nei servizi ai consumatori. I prezzi debbono pertanto essere stabiliti in base ai dati relativi ai costi, attendibili e verificati, con assoluta obiettività, dalle autorità nazionali di regolamentazione. Mi auguro che l’AGCOM terrà conto delle osservazioni formulate oggi dalla Commissione in modo che i consumatori italiani possano fruire del ventaglio di servizi di alto livello che solo la concorrenza può offrire” è quanto dichiarato da Viviane Reding, Commissaria responsabile per le Telecomunicazioni. “Invito le autorità di regolamentazione delle telecomunicazioni in tutti gli Stati membri a collaborare attivamente con la Commissione per trovare strumenti più coerenti di determinare i costi relativi ai servizi all’ingrosso. Altrimenti, la concorrenza fra gli operatori dei diversi Stati membri rischierebbe di essere distorta da metodi di regolamentazione divergenti.

Fonte Europa. Il documento integrale in italiano è disponibile a questo link.


Francia: e-Government on-line per i cambiamenti di status

sabato, 31 gennaio 2009

I cittadini francesi che desiderano comunicare il loro cambiamento del cognome simultaneamente a più amministrazioni pubbliche sono ora in grado di farlo da remoto, grazie ad un nuovo servizio di notifica on-line. Molti gli eventi della vita (matrimonio, divorzio, adozione, etc) possono provocare cambiamenti nello status matrimoniale o di nascita di ogni persona che implica delle modifiche del cognome. Secondo l’Istituto nazionale francese di statistica e di studi economici (INSEE), oltre 400.000 persone si trovano di fronte a una situazione di questo tipo ogni anno. Fino ad oggi, gli interessati dovevano notificare i loro cambiamenti di cognome per ogni ente pubblico, sia per posta tradizionale o per telefono, oppure di persona presso la sede di ogni organizzazione. Ciò ha richiesto la compilazione di moduli dissimili da un ufficio all’altro, e di fornire il maggior numero di copie dei relativi certificati. Il 14 gennaio 2009, Éric Woerth (Ministro francese delle Finanze) ha annunciato il lancio del nuovo servizio di notifica on-line. Coloro che sono disposti a fare uso di questo servizio interamente gratuito devono soltanto impostare un account personale sul portale nazionale di eGovernment http://www.service-public.fr. L’utente sarà in grado di allegare a una versione elettronica del certificato (ad esempio, matrimonio, certificato di nascita o di morte, estratto decisione del tribunale, ecc) per la sua dichiarazione (unica a tutte le amministrazioni). Il certificato in questione sarà depositato nella spazio del suo account personale.

Fonte Europa


eInvoicing: news dall’Europa

sabato, 31 gennaio 2009

E’ disponibile a questo link il report intermedio sull’e-Invoicing. Con il termine e-Invoicing (il termine sta per electronic invoicing, ossia fatturazione elettronica) s’intende riferirsi al sistema di fatturazione elettronica a fronte di pagamento di somme effettuato tramite internet o altri mezzi elettronici. L’e-Invoicing riguarda le imprese, il settore pubblico ed i consumatori. Il processo di e-Invoicing è molto meno costoso rispetto a quello che viene utilizzato per l’emissione di fatture cartacee.

A livello europeo, la Commissione Europea in data 31 ottobre 2007 ha istituito il gruppo di esperti che ha il compito di elaborare uno schema giuridico entro il 2009. L’obiettivo è quello di sostenere la più ampia adozione ed utilizzazione dell’e-Invoicing a livello europeo. Tra i numerosi aspetti va affrontato anche quello della interoperabilità, affinché l’e-Invoicing possa essere utilizzato in concreto da parte di tutti i Paesi europei. Attualmente il report intermedio è sicuramente un passo avanti nel lavoro del gruppo di esperti.


Mezzi di pagamento elettronici: prevenzione e security

sabato, 31 gennaio 2009

adiconsum

Ieri, 30 gennaio, a Roma si è svolto il Forum “Mezzi di pagamento elettronici: la nuova frontiera delle frodi e dei crimini finanziari. Conoscerli per prevenirli” organizzato da ADICONSUM. Il  Forum è stato promosso da Adiconsum nell’ambito del progetto europeo “Ciclo di Seminari per la prevenzione delle frodi con i mezzi di pagamento elettronici”, condotto dall’associazione consumatori spagnola ADICAE e con il co-finanziamento della Commissione Europea – DG Giustizia, Libertà e Sicurezza. Tale progetto vede la partecipazione di 8 paesi europei attraverso le rispettive associazioni dei consumatori, al fine di sviluppare strategie e strumenti per combattere il crimine nel settore dei mezzi di pagamento, aumentando la cooperazione ed il coordinamento a livello nazionale ed europeo tra i maggiori attori operanti nell’area in oggetto: Forze dell’Ordine, Autorità giudiziaria, Associazioni dei consumatori e delle professioni, Istituzioni.

Si è trattato, come al solito, di un’occasione importante non soltanto per i consumatori, ma anche per le aziende e per la P.A. Gli interventi sono stati tenuti da: Mara Mignone del RISSC (Centro Ricerche e Studi su Sicurezza e Criminalità), Alessandro Zollo (ABI), Enrico Lodi (CRIF), Vincenzo Leggiero (Gruppo Monte dei Paschi di Siena), Raffaele Panico (POSTE), Antonio Caricato (Istituto Centrale Banche Popolari Italiane), Antonio D’Onofrio (G.A.T.- ), Giovanni Pollastrini UCAMP – Ufficio Centrale Antifrode dei Mezzi di Pagamento (MEF).

Al di là del complessivo interesse per il contenuto di ciascun intervento è emerso sostanzialmente che, nonostante si viva al cospetto delle nuove tecnologie, paradossalmente i mezzi elettronici di pagamento in Italia non sono ancora molto utilizzati e gli stessi sono pervasi da uno scetticismo di fondo sia da parte del consumatore sia da quello dell’azienda. I dati dell’Italia sembrerebbero peggiori rispetto a quelli degli altri Paesi. Ovviamente è richiesta un’attenzione media da parte del consumatore per evitare di incappare in spiacevoli situazioni che potrebbero evolversi in vere e proprie truffe. Internet e le tecnologie sono terreno fertile per coloro che si dedicano alle frodi e alle truffe. È necessario prestare la dovuta attenzione. Su tali argomenti è stato interessante ed utile l’intervento dell’Isp. D’Onofrio del G.A.T. (Nucleo Speciale Frodi Telematiche della Guardia di Finanza) il quale ha egregiamente illustrato le varie tipologie di truffe perpetrate mediante l’uso di internet e di dispositivi tecnologici, evidenziando come spesso nei comportamenti quotidiani è possibile restare vittima di truffe che possono sfociare anche nel furto d’identità (più noto come “identity theft”).

 

 

Mente ieri si teneva il predetto Forum, sul sito della T-System Italia (brand business del Gruppo Deutsche Telekom) veniva pubblicata una notizia sulla sicurezza. Infatti, T-System Italia  ha dichiarato di aver realizzato un sistema di “rilevamento camuffamenti” basato su tecniche di riconoscimento facciale per il controllo degli accessi delle sedi di filiali bancarie. Si tratta del c.d. rilevamento biometrico ed entrano in gioco evolute tecnologie.

Secondo T-System Italia “Il sistema è in grado di identificare eventuali camuffamenti messi in atto da potenziali rapinatori al fine di occultare, totalmente o in parte, il proprio volto e, conseguentemente, inibire l’apertura delle porte di ingresso alla banca”. T-System Italia ha condotto un test in collaborazione con il Politecnico di Milano e la Squadra Mobile della Questura di Milano ed i risultati sono stati resi noti “in occasione dell’evento di firma del protocollo d’intesa tra CNIPA ed ABI Lab – OSSIF (Osservatorio sulla Sicurezza Fisica)”.

Il rilevamento facciale è una realtà che viene sperimentata già da diverso tempo e, come ogni cosa, se da un lato tali tecnologie consentono di contrastare il crimine, dall’altro bisogna prestare attenzione a che tali sistemi non vengano utilizzati da terzi per finalità illecite che potrebbero sfociare nella grave fattispecie dell’identity theft (furto d’identità). Con ciò è raccomandabile di prestare attenzione ai luoghi virtuali in rete dove a volte in buona fede vengono pubblicate fotografie. L’argomento, però, merita una trattazione autonoma.


Supercalcolatori europei al servizio delle fonti di energia sostenibili

venerdì, 23 gennaio 2009

Si riporta di seguito la parte iniziale del testo del comunicato ufficiale dell’UE disponibile in versione integrale a questo indirizzo.

 

deisa_01“La cooperazione tra gli scienziati impegnati nella ricerca di una nuova fonte di energia rinnovabile e potenzialmente inesauribile e i centri europei di supercalcolo promette di accelerare i lavori grazie ai quali si potrebbe arrivare a coprire il fabbisogno energetico del pianeta. La Commissione europea ha annunciato oggi che darà a tutti gli scienziati che lavorano in Europa alla fusione nucleare, la quale sfrutta l’energia prodotta da reazioni simili a quelle che avvengono nel sole, un accesso dedicato a DEISA, la rete dei più avanzati centri europei di supercalcolo. Ciò consentirà agli scienziati di portare a termine una parte complessa del loro lavoro, quali le simulazioni di funzionamento di un reattore a fusione. L’Unione europea ha stanziato un fondo di 26 milioni di euro per il periodo 2004 -2011 a favore del consorzio DEISA, l’infrastruttura europea per il calcolo HPC distribuito, la quale fa uso di GÉANT (MEMO/08/133), la più grande rete mondiale di calcolatori, per condividere l’enorme volume di dati e le capacità di calcolo dei supercalcolatori europei. Gli scienziati partecipano al progetto mondiale di ricerca ITER (termine latino per “percorso”), la cui finalità è dimostrare le potenzialità della fusione nucleare quale fonte di energia pulita, sicura e durevole. Le possibili fonti di combustibile utilizzabili per la fusione sono largamente disponibili e un solo grammo di esse potrebbe fornire tanta energia quanta ne è prodotta da 11 tonnellate di carbone. La Commissione promuove l’accesso dei ricercatori alle strutture europee di supercalcolo al fine di contribuire ai lavori di ITER, il progetto sperimentale di fusione nucleare a livello mondiale che si sta portando avanti in Francia.”

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